Consigli da vecchi marinai

ventoacapraia

  • Aria rossa la mattina, non salpar, torna in cantina.
  • Aria rossa sul tramonto, di navigar non ne tener conto.
  • Bonaccia la sera, non t’imbarcare, aspetta la mattina.
  • Chi dorme non piglia pesci.
  • Chi è in mare, naviga; chi è in terra, radica.
  • Chi non va per mare, Dio non sa pregare.
  • Con fuoco, vento e mare, c’è poco da scherzare.
  • Con tutti i venti, il navigare è sempre da imprudenti.
  • Guarda il maree , s’è maretta, resta a terra di gran fretta.
  • Il buon nocchier, anche se il tempo è bello, non si fida e s’aggrappa al gavitello.
  • Il buon nocchier, con lo scirocco fresco, ripensa ai cari e la terra lo trattiene.
  • In mare è meglio prevedere che provvedere.
  • Il pesce morto comincia sempre a puzzare dalla testa.
  • L’ospite e il pesce dopo tre giorni puzzano.
  • L’uomo non accorto che crede di aver esperienza certa, se va in battello stai pur sicuro che cagiona sepoltura certa.
  • Meglio chiamare gli osti in terra che i santi in mare.
  • Nè di venere, nè di marte, non si salpa e non si parte.
  • Non gettar in mar la lancia se nel cuore hai paura per la tua pancia.
  • Nubi a levante, catene, ancore e boe sono cose sante.
  • Pecorelle a mezzogiorno, partirai senza ritorno.
  • Pecorelle all’orizzonte, vai sul molo, osservale e… inverti il fronte.
  • Poca cima poco marinaio.
  • Quando è pronto il tuo veliero, senza riposar non salpar e cambia pensiero.
  • Quando il sole è solicello non montar sul battello (“solicello” = appena visibile).
  • Quando le nubi salgono dal mar, non uscir a navigar.
  • Quando soffia il maestrale, star in porto non è male.
  • Se a libeccio gira il vento, fuggi dal mare con spavento.
  • Se a ponente vedi un lampo, è naufragio senza scampo.
  • Se di largo il vento spinge, cedi il passo a chi lo stringe.
  • Se la brezza è di nord-est, fuggi dal mar come la peste.
  • Se per mare vuoi andare, prima di tutto devi imparare a navigar.
  • Se ricevi il vento in poppa, manovrar sempre ti tocca.
  • Se t’imbarchi col garbino, è tremendo il tuo destino.
  • Se t’imbarchi col grecale, pescecane e funerale.
  • Tramontana scura in cielo chiaro, tieniti all’erta marinaro.
  • Vedi il mare e fuggi, vedi una caverna ed entra.
  • Vento alla terra, chi sta in porto mai non erra.
  • Vento a ponente, chi salpa dalla riva se ne pente.
  • Vento di levante, pesce tanto.
  • Vento di ponente, pesce niente.
  • Vento di tramontana si prepara la buriana.
  • Vento fresco di Provenza, navigar non è di prudenza.

Isole

velacapraia

C’è un’isola in me,
dove il vento soffia
di terra, e quando il mare urla
la sabbia impazzisce.

E c’è sempre luce,
ma non è mai giorno.

Fernando Pessoa

Il collezionista di sabbia

skylinecapr

‘C’è una persona che fa collezione di sabbia. Viaggia per il mondo, e quando arriva a una spiaggia marina, alle rive d’un fiume o d’un lago, a un deserto, a una landa, raccoglie una manciata d’arena e se la porta con sé. Al ritorno, l’attendono allineati in lunghi scaffali centinaia di flaconi di vetro entro i quali la fine sabbia grigia del Balaton, quella bianchissima del Golfo del Siam, quella rossa che il corso del Gambia deposita giù per il Senegal, dispiegano la loro non vasta gamma di colori sfumati, rivelano un’uniformità da superficie lunare, pur attraverso le differenze di granulosità e consistenza, dal ghiaino bianco e nero del Caspio che sembra ancora inzuppato d’acqua salata, ai minutissimi sassolini di Maratea, bianchi e neri anch’essi, alla sottile farina bianca punteggiata di chiocciole viola di Turtle Bay, vicino a Malindi nel Kenia.’ I. Calvino da ‘Collezione di sabbia’,1984