Murakami

AlbertMarquetLa cittadelle à Tanger1913

«Così continuiamo a vivere la nostra vita, pensai. Segnati da perdite profonde e definitive, derubati delle cose per noi più preziose, trasformati in persone diverse che di sé conservano solo lo strato esterno della pelle; tuttavia, silenziosamente, continuiamo a vivere».

Murakami Haruki

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Teneri desideri

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Fino allora egli era avanzato per la spensierata età della prima
giovinezza, una strada che da bambini sembra infinita, dove gli
anni scorrono lenti e con passo lieve, così che nessuno nota la
loro partenza. Si cammina placidamente, guardandosi con curiosità
attorno, non c’è proprio bisogno di affrettarsi, nessuno preme di
dietro e nessuno ci aspetta, anche i compagni procedono senza
pensieri, fermandosi spesso a scherzare. Dalle case, sulle porte,
la gente grande saluta benigna, e fa cenno indicando l’orizzonte
con sorrisi di intesa; così il cuore comincia a battere per eroici e
teneri desideri, si assapora la vigilia delle cose meravigliose che si
attendono più avanti; ancora non si vedono, no, ma certo,
assolutamente certo che un giorno ci arriveremo.
Ancora molto?
No, basta attraversare quel fiume laggiù in fondo, oltrepassare
quelle verdi colline. O non si è per caso già arrivati? Non sono
forse questi alberi, questi prati, questa bianca casa quello che
cercavamo? Per qualche istante si ha l’impressione di sì e ci si
vorrebbe fermare. Poi si sente dire che il meglio è più avanti e
si riprende senza affanno la strada. Così si continua il cammino
in una attesa fiduciosa e le giornate sono lunghe e tranquille,
il sole risplende alto nel cielo e sembra non abbia mai voglia di
calare al tramonto. Ma a un certo punto, quasi istintivamente,
ci si volta indietro e si vede che un cancello è stato sprangato
alle spalle nostre, chiudendo la via del ritorno. Allora si sente
che qualche cosa è cambiato, il sole non sembra più immobile
ma si sposta rapidamente, ahimè, non si fa tempo a fissarlo che
già precipita verso il fiume dell’orizzonte, ci si accorge che le nubi
non ristagnano più nei golfi azzurri del cielo ma fuggono
accavallandosi l’una sull’altra,
tanto è il loro affanno; si capisce che il tempo passa e che la strada
un giorno dovrà pur finire. Chiudono a un certo punto alle nostre
spalle un pesante cancello, lo rinserrano con velocità fulminea e
non si fa tempo a tornare.
(Dino Buzzati)