Marsiglia

Raoul Dufyv

“Nel bar di Fonfon presi il telefono e composi il numero di cellulare di Hélène Pessayre.
‘Si’ disse.
Musica sullo sfondo. Un cantante italiano.
un po’ al di là del mare c’è una terra chiara che di confini ed argini non sa. ‘Sono Montale, spero di non disturbarla’
un po’ al di là del mare c’è una terra chiara
‘Ho appena finito di farmi la doccia’.
Immediatamente, davanti ai miei occhi, sfilarono delle immagini. Carnali. Sensuali. Per la prima volta mi sorpresi a pensare a Hélène Pessayre con desiderio. Non mi era indifferente, lo sapevo bene, ma i nostri rapporti erano talmente complessi, a tratti talmente tesi, da non lasciar posto ai sentimenti. Almeno così credevo. (…)
un po’ al di là del mare c’è una terra sincera
‘Chi è il cantante che sentivo’?
‘Gianmaria Testa. Bella canzone vero?’ rispose con stanchezza.”
Jean Claude Izzo “Solea”, capitolo sedicesimo – Nel quale, anche involontariamente, la partita si gioca sulla scacchiera del Male

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