Poco conosciuta nel nostro paese la poetessa Akiki Yosano, è davvero importante se si vuole approfondire la poesia nipponica. Proto femminista, pacifista, riformatrice sociale. Fu una delle voci più famose e controverse della poesia giapponese della prima metà del Novecento. Akiko fondò poi una scuola per l’educazione femminile e divenne paladina dei diritti delle donne

Dopo il mio bagno
alla sorgente calda
questi vestiti
sono ruvidi alla pelle
così come il mondo

Nel primo pomeriggio estivo di questo piovoso 2018, trovo libri meravigliosi che non potrò mai nemmeno sfiorare: edit. Ichiroku Nakamura Tokio 1917 – illustr. : Hashiguchi Goyò – pp. (8) + 275 + (3) – 2 volumi in 16° – legatura in carta setata a colori con stampa in oro impressa a secco al piatto ant. + custodia in cartonato ill. e colorata a mano

ありがとうございました

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Il tempo

“Col passare del tempo lo capirai. Ciò che dura, dura; ciò che non lo fa, non lo fa. Il tempo risolve la maggior parte delle cose. E quello che il tempo non può risolvere, lo si deve risolvere da soli.”

Murakami HarukiIslanda

A proposito di Istanbul…

Milos,Sarakiniko.jpg

Premio nobel per la letteratura 2006
« Ho trascorso la mia vita ad Istanbul, sulla riva europea, nelle case che si affacciavano sull’altra riva, l’Asia. Stare vicino all’acqua, guardando la riva di fronte, l’altro continente, mi ricordava sempre il mio posto nel mondo, ed era un bene. E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere » (O.Pamuk, Istanbul, 2003)

Grecia

BluGrecia

– Ciane, Melpòmene, Giacinta,

– chiamava Persèfone dal balcone. Il suo peplo rosa

ondeggiava fin giù sulla spiaggia. – Nausica, Gelsomina,

Ismene, Elettra. I nomi

delle ragazze salivano più in alto dei gabbiani, per poi ca-

dere mollemente in mare

simili a isolette con rematori, barche da pesca, sedie di

paglia…

 

(da Il funambolo e la luna, G.Ritsos)

Marsiglia

Raoul Dufyv

“Nel bar di Fonfon presi il telefono e composi il numero di cellulare di Hélène Pessayre.
‘Si’ disse.
Musica sullo sfondo. Un cantante italiano.
un po’ al di là del mare c’è una terra chiara che di confini ed argini non sa. ‘Sono Montale, spero di non disturbarla’
un po’ al di là del mare c’è una terra chiara
‘Ho appena finito di farmi la doccia’.
Immediatamente, davanti ai miei occhi, sfilarono delle immagini. Carnali. Sensuali. Per la prima volta mi sorpresi a pensare a Hélène Pessayre con desiderio. Non mi era indifferente, lo sapevo bene, ma i nostri rapporti erano talmente complessi, a tratti talmente tesi, da non lasciar posto ai sentimenti. Almeno così credevo. (…)
un po’ al di là del mare c’è una terra sincera
‘Chi è il cantante che sentivo’?
‘Gianmaria Testa. Bella canzone vero?’ rispose con stanchezza.”
Jean Claude Izzo “Solea”, capitolo sedicesimo – Nel quale, anche involontariamente, la partita si gioca sulla scacchiera del Male